Dott.ssa Sara Bortot – Psicologa e Psicoterapeuta

sarabortot.psico@gmail.com

DISTURBO OSSESSIVO COMPULSIVO

Questo tipo di problema deriva inizialmente da una paura, una fobia, ad esempio dello sporco, oppure di dimenticare la porta aperta, eccetera.

Per far fronte a questa paura la persona comincia a mettere in atto tutta una serie di azioni, rituali e precauzioni che inizialmente la rassicurano, ma che ben presto prendono il sopravvento e diventano esse stesse il problema.

Queste azioni prendono il nome di rituali compulsivi e la persona non è più libera di metterli in atto a suo piacimento, ma comincia a diventare schiava dei suoi stessi rituali: se cerca di non metterli in atto diviene preda di una forte ansia.

Quindi quello che diventa una tortura per la persona non è più la paura iniziale, ma le compulsioni che per definizione sono incontrollabili.

Anche per questo tipo di patologia fobica non c’è limite alla fantasia, i rituali e le compulsioni sono infinite e assai varie: dalle più comuni compulsioni di ordine e pulizia, alle sequenze di pensiero, a quelle più originali come la compulsione a controllare di non aver fatto pipì o di assicurarsi di non essere omosessuale.

La prima distinzione che possiamo fare è tra i rituali propiziatori e quelli riparatori.

rituali propiziatori sono sequenze di pensieri o azioni che servono a scongiurare che qualcosa di male accada, sono una evoluzione della più comune “scaramanzia”, per esempio eseguire una serie di azioni prima di uscire di casa per evitare che accadano incidenti, oppure sistemare gli oggetti in un preciso ordine per propiziare una fortuna futura o scongiurare una sfortuna.

rituali riparatori invece servono a proteggere da qualcosa che potrebbe essere accaduto. Ad esempio: controllare molte volte un lavoro dopo averlo terminato;  lavarsi ripetutamente con disinfettanti per rimediare ad un possibile contagio o per eliminare lo sporco rimasto addosso; ripetere formule mentali per scongiurare il malocchio ricevuto, eccetera.

Per questo tipo di problema esistono dei trattamenti studiati ad hoc che ricalcano la logica del disturbo. Ogni percorso è si può dire costruito appositamente in base alla problematica e in base alle caratteristiche della persona.

“Non esistono problemi, esistono solo soluzioni”

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IL CASO CLINICO:

Quando l’ordine e la pulizia diventano ossessione

Laura mi confida che non sa cosa le sta succedendo, si sente confusa ed esausta.

Mi comincia a raccontare che qualche tempo fa in un periodo di stress e insicurezza trovava sollievo alla sua ansia nel mettere in atto dei comportamenti in un certo qual modo ben preciso, se li faceva nel modo giusto si sentiva come sollevata.

In particolare, mi dice, riordinava i vestiti e le sue cose nel modo esatto in cui andava fatto e questo la faceva sentire tranquilla.

Ugualmente dedicava un’ora alle pulizie di casa nella giusta sequenza finchè non si sentiva apposto.

Nel corso dei mesi però il tempo da dedicare alle pulizie aumenta fino ad arrivare a molte ore al giorno, mentre è lì che lava e riordina più volte le stanze perde il senso del tempo fino a ritrovarsi a sera senza sapere come ha fatto.

All’inizio se quei piccoli gesti la facevano sentire meglio, adesso sente che per ritrovare quella sensazione di essere a posto con se stessa è costretta ad eseguire quelle azioni molte molte volte anche se non ha voglia, a volte le rimane il dubbio di averle eseguite correttamente ed allora ricomincia da capo.

Se prova a non fare alcune cose perché deve andare al lavoro o ha altri impegni rimane con una forte ansia tutto il giorno, come una paura che possa succedere qualcosa di brutto a lei o ai suoi cari, quindi per questo a volte fa tardi al lavoro.

Se rimane a casa passa molte ore ad eseguire questi comportamenti e se prova a non metterli in atto le viene una forte ansia e paura dello sporco, delle infezioni, alle quali non resiste ed alla fine cede sempre alla compulsione di disinfettare tutto.

Mi dice che si sente controllata come una marionetta da questo impulso che non le permette di decidere cosa fare e cosa non fare.

Costringe suo malgrado anche suo marito e i suoi due figli a togliersi le scarpe e disinfettarsi in garage prima di entrare in casa.

Io le spiego che si tratta del Disturbo Ossessivo Compulsivo il quale colpisce molte persone sia uomini che donne che bambini.

Questo problema può apparire molto strano perché le persone si rendono conto che quello che fanno sembra illogico, ma non possono fare a meno di farlo. C’è chi è costretto a controllare molte volte le cose che fa (ad esempio di aver chiuso bene il gas, la porta di casa, ecc…) oppure chi nel suo lavoro perde molto tempo a ricontrollare di aver fatto tutto bene (ad esempio un ragioniere che ricontrolla i suoi conti, un ingegnere i calcoli, ecc…). Si può essere costretti a ripetere tante volte qualsiasi azione o pensiero: lavarsi, contare, pensare delle formule o delle immagini, seguire delle sequenze precise di azioni, ecc…

A volte si eseguono queste azioni per scongiurare il dubbio di aver fatto una cosa brutta ad esempio del male a qualcuno.

Però- le dico – la buona notizia è che si può guarire poiché esiste una terapia studiata ad hoc per questo disturbo che funziona molto bene, a patto che si segua esattamente quello che ti indicherò di fare.

La terapia poiché cura un disturbo particolare deve ricalcare la sua logica apparentemente assurda.

Le indico che per le successive due settimane non dovrà sforzarsi di non eseguire il rituale, come ha sempre cercato di fare senza riuscirci.

Dovrà invece cercare di fare tutto quello che le viene di fare ma aggiungendo una piccola violazione quotidiana nel modo in cui disinfetta il grande tempio del pulito che è la sua casa.

Laura torna dopo due settimane stupita del fatto di essere riuscita ad eseguire il compito e mi porta soddisfatta la lista di tutte le sue 14 violazioni.

Può sembrare cosa da poco ma ogni volta che lei riesce a violare una compulsione ruba il potere all’ossessione e assume lei il controllo, non è più sotto il controllo del disturbo come una “marionetta”.

Per altri rituali invece si usano altre manovre come ad esempio il “se fai 1 fai 5” che segue sempre la logica del prendere il controllo dell’ossessione e non lasciare che sia lei che controlla te.

Con Laura abbiamo seguito il protocollo fino alla fine rubando sempre più terreno all’ossessione e acquisendo sempre più il controllo della propria vita

Il tarlo della mente adesso non c’è più e Laura vive felice con suo marito e i suoi due figli che ha smesso di torturare e che la vedono come rinata.

Adesso può finalmente dedicare del tempo a se stessa e alla sua famiglia senza preoccuparsi se la casa non è perfetta.

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