Dott.ssa Sara Bortot – Psicologa e Psicoterapeuta

FINE DI UNA RELAZIONE DI COPPIA

La fine di una relazione sia essa fidanzamento, convivenza o matrimonio è uno degli eventi più dolorosi nella vita di una persona. I pensieri diventano ossessivi: “dove ho sbagliato?

E’ colpa mia? Cosa posso fare per rimediare? Come faccio a riconquistarlo/a? Ci sarà un’altra persona?

Il pensiero dell’ex e la sua mancanza diventano un chiodo fisso, tristezza e ansia accompagnano tutto il giorno.

Quando questo dolore è difficilmente gestibile si può chiedere aiuto per uscirne più velocemente.

fine di una relazione

IL CASO CLINICO:

La storia di Giulia

Un caso clinico: elaborare la fine di una relazione di coppia

Giulia ha trentadue anni quando arriva nel mio studio dopo la fine di una relazione di coppia durata quasi sette anni.

Da alcuni mesi il compagno aveva deciso di lasciarla e, nonostante il tempo passato, Giulia continuava a vivere un dolore intenso che sembrava non diminuire mai.
Dormiva poco, aveva continui pensieri sull’ex partner, difficoltà di concentrazione sul lavoro e passava gran parte delle giornate a controllare i social, rileggere vecchi messaggi e ripensare ossessivamente alla relazione finita.

“Continuo a chiedermi dove ho sbagliato e perché non riesco ad andare avanti.”

La separazione aveva generato forte ansia, senso di abbandono, tristezza e perdita di autostima.
Ogni situazione riportava la sua mente alla relazione: i ricordi, i luoghi condivisi, le fotografie, perfino le conversazioni con gli amici.

Quando il dolore per una separazione diventa un blocco emotivo

Dopo la fine di una relazione è normale soffrire.
In alcuni casi, però, la persona rimane intrappolata in pensieri continui, bisogno di capire, ricerca di spiegazioni e paura di non riuscire più a stare bene.

Nel caso di Giulia, il tentativo continuo di comprendere cosa fosse successo e di mantenere un legame mentale con l’ex compagno stava alimentando la sofferenza emotiva.

Controllare i social, immaginare possibili ritorni, analizzare ogni dettaglio della relazione e cercare rassicurazioni erano diventati tentativi di superare il dolore che, paradossalmente, mantenevano il blocco emotivo e l’ansia legata alla separazione.

La sua vita si era fermata attorno alla perdita della relazione.

La Terapia Breve Strategica per superare la fine di una relazione

Attraverso la Terapia Breve Strategica abbiamo lavorato sui meccanismi che mantenevano il dolore nel presente.

Il percorso terapeutico ha aiutato Giulia a:

  • interrompere la rimuginazione continua sulla relazione;

  • ridurre il controllo ossessivo dell’ex partner;

  • diminuire la ricerca di rassicurazioni;

  • affrontare la paura della solitudine;

  • recuperare gradualmente spazi personali e autonomia emotiva.

L’obiettivo non era cancellare il passato o “dimenticare” velocemente la relazione, ma permetterle di uscire dal circolo vizioso che la teneva bloccata nella sofferenza.

Seduta dopo seduta Giulia ha iniziato a percepire nuovamente sé stessa non solo come “la persona lasciata”, ma come una persona con desideri, bisogni e possibilità future.

Lavorare sulle ferite emotive con EMDR

Durante il percorso terapeutico sono emersi vissuti più profondi legati alla paura dell’abbandono e al timore di non essere abbastanza importante per gli altri.

Attraverso l’EMDR abbiamo elaborato alcune esperienze emotive passate che rendevano la fine della relazione particolarmente dolorosa e destabilizzante.

Questo lavoro ha aiutato Giulia a ridurre il senso di rifiuto e a vivere la separazione in modo meno traumatico, con una maggiore stabilità emotiva.

Superare una separazione e ritrovare equilibrio

La fine di una relazione di coppia può provocare sofferenza intensa, ansia, tristezza, pensieri ossessivi e senso di vuoto.
Quando il dolore diventa persistente e impedisce di andare avanti, un percorso psicologico può aiutare a elaborare la separazione, recuperare autostima e ritrovare un nuovo equilibrio emotivo.

La Terapia Breve Strategica e l’EMDR permettono di lavorare sia sui meccanismi che mantengono il dolore nel presente sia sulle ferite emotive più profonde legate all’abbandono e alla perdita affettiva.

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